Guns n’ Roses – November Rain

Aprile 11, 2009 by flexorulz

When I look into your eyes
I can see a love restrained
But darlin’ when I hold you
Don’t you know I feel the same
‘Cause nothin’ lasts forever
And we both know hearts can change
And it’s hard to hold a candle
In the cold November rain
We’ve been through this such a long long time
Just tryin’ to kill the pain
But lovers always come and lovers always go
And no one’s really sure who’s lettin’ go today
Walking away
If we could take the time to lay it on the line
I could rest my head
Just knowin’ that you were mine
All mine
So if you want to love me
then darlin’ don’t refrain
Or I’ll just end up walkin’
In the cold November rain

Do you need some time… on your own
Do you need some time… all alone
Everybody needs some time… on their own
Don’t you know you need some time… all alone
I know it’s hard to keep an open heart
When even friends seem out to harm you
But if you could heal a broken heart
Wouldn’t time be out to charm you

Sometimes I need some time… on my own
Sometimes I need some time… all alone
Everybody needs some time… on their own
Don’t you know you need some time… all alone

And when your fears subside
And shadows still remain, ohhh yeahhh
I know that you can love me
When there’s no one left to blame
So never mind the darkness
We still can find a way
‘Cause nothin’ lasts forever
Even cold November rain

Don’t ya think that you need somebody
Don’t ya think that you need someone
Everybody needs somebody
You’re not the only one
You’re not the only one

Facebook is burning…

Marzo 20, 2009 by flexorulz

commovente.

ciao vinceslao

….

Marzo 17, 2009 by flexorulz
wait..

wait..

L’attacco della sfiga..

Marzo 17, 2009 by flexorulz

Una tastiera può essere un arma, non nel senso che può essere usata a mò di clava ma nel senso ovvio che avete capito e se non lo avete capito mi dispiace ma mi è venuto questo come incipit. Da qui il famoso detto “ne ferisce più la tasta che la spada“. Per dire che volendo potrei usarla così, per far del male, ma non mi và… sarà che sono stanco, sarà la primavera, sarà la tastiera nuova, ma è inutile. In questa settimana c’è stato una specie di gioco dell’oca con me nel ruolo della pedina e gli dei inferi come players. Hanno cominciato da domenica. Prima hanno trasformato in merda ciò che era o sembrava oro, e questa è volutamente criptica. Da lunedì cominciano prima facendomi perdere la presentazione del film di Ficarra & Picone, poi sbattendo l’inter fuori dalla champions (già me li vedo a giocare al loro PES demoniaco, mentre legano con tanti fili invisibili quel Vieira che avrebbe dovuto marcare Vidic) e infine appioppandomi una bella influenza modello “la febbra due”. Con tutti gli optional del caso of course, quindi tosse da ottantenne fumatore incallito, maldigola e malditesta. Devo ammettere che ne è venuta fuori una bella combo che mi ha lasciato a pezzi. Dovrebbero inserirla nel prossimo tekken. Whatever, giovedì e venerdì neanche a parlarne, alterno il coma profondo con la dormiveglia. Mi alzo, mangio, a letto. Una larva. Ogni tanto tossisco perdendo un polmone, lo ributto dentro e mi riaddormento. Sporadicamente mi appare padre maronno in sogno. I miei tentativi di curare il maldigola col Jack Daniel’s si rivelano inaspettatamente inutili. In tutto questo, tanto per rincarare la dose, mi spunta pure un herpes sul labbro in perfetto stile Resident Evil (ma in realtà ho un accordo con la capcom e faccio pubblicità alla quinta edizione uscita da poco). Sabato comincio a riprendermi un pò, passo mezza giornata al pc arrivando al 17° livello di Devil May Cry. Massacro avversari su avversari identificando inconsciamente i demoni avversari con i miei bacilli… Decido di smetterla con la psicanalisi e comincio a smanettare fra le mie partizioni. Fatalmente. Infatti MBR e record di avvio di windows si fottono a vicenda, e a costo di sembrare antico devo dire che non è una cosa bella. Passo la Domenica tentando di recuperare il recuperabile. Oggi formattone. In 7 giorni ne sono successe di ogni…ora, mettiamola così: visto che in questi giorni ve ne ho dette quattro, facciamo che finisce in pareggio e stop, ok? dai

Daily Inspiration..

Gennaio 22, 2009 by flexorulz

Esami

Gennaio 9, 2009 by flexorulz

In preda a disturbi psichici dovuti ad una protratta attività a me non congeniale (leggi “studio”) ho deciso di prendermi una pausa, e frugando fra la posta ho trovato questa mail mandatami mesi fa da un mio amico (in blu i miei commenti):

Cadenza progressiva di eventi antecedenti un qualsivoglia esame ‘grosso’.

30 giorni prima. //se è veramente grosso sto cazzo che ti bastano 30 giorni..

Vaga preoccupazione. Ottimismo. Acquisto del libro, si cerca di capire cosa c’è da fare, si indaga l’eventuale esistenza di dispense, etc.

28-30 giorni prima.

Comincia la lettura del libro/le dispense. La cosiddetta, ‘prima passata’. I primi due giorni sono di training autogeno, per cui ci si accontenta anche di un numero minimo, ’sindacale’, di pagine/dispense. E’ il cosiddetto primo approccio, solitamente si è abbastanza concessivi.

24-28 giorni prima.

Si cerca di acquisire dei ritmi. Si naviga su un numero medio pagine/ora abbastanza congruo, ritmi umani ma produttivi, si ha un vago senso di ottimismo e soddisfazione. La prima settimana va liscia che è una meraviglia.

20-24 giorni prima.

Il fine settimana è libero. La seconda settimana ricomincia precisamente cadenzata. Ogni tanto si alterna il riposo allo studio, ogni tanto ci si concede anche un’uscita la sera senza fare tardi, ogni tanto anche facendo tardi. Vaga sensazione di ritardo rispetto ai tempi pur facendo una soddisfacente quantità di pagine al giorno. Si resta invariabilmente un pochino indietro rispetto ai programmi.

14-20 giorni prima. Prima fase del “sto indietro, cazzo”

Dalla fine della seconda settimana iniziano i primi, latenti segni di psicosi. Risulta evidente che, pur avendo letto tre quinti del programma, il tempo comincia a stringere. Malgrado siano passati già una quindicina di giorni abbastanza pressanti e ripetitivi, si percepisce una certa insoddisfazione: infatti, pur essendo i risultati congrui alle ore dedicate, e malgrado i ritmi siano stati tutto sommato rigidi, comincia l’esclamazione più ripetuta da uno studente: “Sto indietro, cazzo”.
Tocca accelerare, per forza. Comincia la spirale autodistruttiva.

8-14 giorni prima. Seconda fase del “sto ancora indietro, cazzo”

Il programma sembra allungarsi giorno dopo giorno. Nascono difficoltà, incomprensioni, frustrazioni. Alla fine della terza settimana arriva la consapevolezza che mancano circa otto giorni. L’effetto è quello di un frontale col tram. E’ il panico. Mancano ancora diversi capitoli.
Cominciano processi di abbattimento di autostima, la visione della vita acquisisce tinte fosche, raffigurabile come “un tunnel in cui l’esame rappresenta la luce, e le pareti il senso opprimente del tempo che passa…”.
Cominciano i cambi d’umore.

6-8 giorni prima. Fase dei cambiamenti d’umore.

All’inizio della quarta settimana saltano fuori i più assurdi imprevisti: influenze, matrimoni, parti, improbabili incombenze burocratiche, di tutto.
Il risveglio è la fase più complicata, deprimente e dura: ci si alza con un’agghiacciante sensazione di acqua alla gola. I cambi d’umori passano da tre volte al giorno (mattina/pomeriggio/sera, variabili sull’incazzato/depresso/iperproduttivo) a tre volte all’ora. Per essere esatti, si va da fasi di profonda sicurezza (ce la faccio, ce la faccio, so potente, ora studio, ce la faccio) ad abbattimento (è la fine, sono fottuto, cazzo, non ce la faccio) ad autocommiserazione (sono un coglione, non è possibile, è da tre settimane, ma che cazzo, ma come ho fatto).

4-6 giorni prima. ‘Fase fotofobica/irritabile/cefalica’

Tra i quattro e i sei giorni prima si comincia a trascurare ogni forma di vita, inclusa la propria. Si sviluppa fotofobia, irritabilità, cefalea, ed andare a prenotarsi costa un’enorme fatica. Vi autografate e ve ne tornate a casa, stupiti di quanto è colorato e luminoso il mondo, rispetto al vostro libro e alle vostre dispense. Tutte quelle forme di vita. Incredibile. Siete improvvisamente consapevoli che, a parte che con il libro e le dispense e gli schemi, non siete molto socievoli.

3-4 giorni prima ‘Fase “sto alla frutta”

Tra i tre e i quattro giorni prima le crisi di stanchezza si fanno drammatiche, tanto da poter mangiarvi anche mezza giornata alla grande. Si alternano a fasi di iperproduttività, anche perchè se il meccanismo autorigenerante del panico ha attecchito a dovere, l’unica cosa che vi lascia tranquilli è ripetere all’infinito, possibilmente fino alla perdita di coscienza.
Cominciate a usare sovente l’espressione “sto alla frutta”. L’abbrutimento è parte essenziale del vostro modo di essere. Promettete che mai più, mai più vi ridurrete in questo stato. Poi ci pensate un attimo e pensate, beh, meglio non promettere.

3 giorni prima Fase “non so un cazzo”

Tre giorni prima è il momento cruciale. Si decide se si andrà o no.
Esistono pochissime persone al mondo che si sentono preparate, tre giorni prima, per cui in realtà la domanda che più correttamente ci si pone è “Quanto brutta potrà essere la figura di merda che andrò a fare?”.
Comincia la filastrocca dei “non so un cazzo”, ripetuta farneticando, gli occhi spersi in un furioso panico.
Se si decide di andare fino in fondo, si autoproclama lo ’scontro finale’, un improbabile prova di resistenza fino alla sera/notte/mattina finale.
La sensazione è quella di aver appena deciso di andare a correre bendati per il raccordo anulare.
Se si decide di cedere, è un ritorno alla vita che all’inizio ha un profondo e rigenerante effetto euforizzante, e solo un pochino lascia il sapore dell’amaro, prontamente sommerso dal senso di autoconservazione che, temporaneamente, ci si era un momento trovati nelle condizioni di dover annullare.

2 giorni prima. Fase dell’apprendimento al 200%.

Caratteristica di questa fase, se si è deciso di andare fino in fondo, è che si sa con consapevolezza che il giorno dopo sarà il panico, per cui l’ideale sarebbe cercare di finire il tutto. Se ci sono ancora cose mai ripetute, si acquisisce un bonus nell’apprendimento del 200%: una capacità di memorizzazione inaudita vi permetterà di imparare cose che, nella vita quotidiana, impieghereste mesi. Il tutto al prezzo di una stanchezza e di una psicosi ormai franca.
Notevole la capacità di addormentarsi a comando.

Il giorno prima, fase del “Col cazzo, non ci vado”

I momenti peggiori della storia. Si và dalla lieve insicurezza al panico cupo e profondo. Sono i momenti in cui, con più accanimento, vi chiederete perchè cazzo avete scelto quella facoltà (solitamente la mattina dell’esame siete troppo distratti per pensarci).
Se riuscite a tenere i nervi saldi, magari arrivate vivi all’esame.

In realtà, il momento migliore, in assoluto, resta la mattina.

Voi e i vostri occhi, quei cinque secondi in cui davanti lo specchio vi rendete conto che si, è la mattina, è proprio quella mattina, mentre vi preparate, è il momento, pensate, ‘oh porca puttana’, facendo appello a tutte le forze, ‘oh porca puttana ladra’, l’adrenalina alle stelle, il rincoglionimento, la consapevolezza che, cazzo, dovrà passare pure ’sta mattinata tra qualche ora, e che cazzo speriamo andrà bene, insomma. //le imprecazioni sono di un livello un tantino più grezzo..

Massì. //eeee…

Ah, gli esami. //che belli…

Ricordo chiaramente che ho riso abbastanza quando la lessi la prima volta. Tutt’a un tratto, però,  non mi viene più tanto da ridere.

Era solo una battaglia…

Ottobre 6, 2008 by flexorulz

Durante l’anno ci sono delle ricorrenze sacre, importanti, come il compleanno di Gesù Cristo, la Pasqua, l’inizio del motomondiale, l’uscita dell’ultimo modello di CRF o dell’ultima versione di Pro Evolution Soccer. E qui casca l’asino, pace all’anima sua. Pes 2009. Come se già non bastassero tutte le distrazioni empiricamente rilevabili, quei geni della Konami hanno ben deciso di rilasciare una versione dimostrativa di pes proprio in questo periodo di studio, per me, matto et disperatissimo. Va bene, non sarò certo io a tirarmi indietro. Compiendo questo ragionamento ho sciaguratamente cliccato su “avanti” quando mi è stato chiesto se volevo installare il gioco. Dopo le prime due partite, cioè due pareggi, mi accorgo che quelli della Konami hanno fatto un gran lavoro riguardo la demenza artificiale, ma hanno anche inserito delle easter eggs molto simpatiche, infatti ho scoperto che se riuscite a colpire i legni (pali o traverse non ha importanza) per un numero superiore alle 3 volte durante i primi 20 minuti di gioco il portiere avversario entra in modalità Io sono Peter Parker; caratteristica che gli permetterà di pararvi anche un tiro ravvicinato che viaggia alla velocità di 378 km/h diretto preciso preciso all’angolino. Oddio, pararvi, direi che il termine “bloccare con scioltezza” è più corretto. ok, mi son detto, può capitare che il portiere ti faccia il miracolo, andiamo avanti. Curioso di provare la nuova “modalità manuale” per quanto riguarda il controller, gioco senza assistenza nella selezione dei giocatori. Nelle partite successive mi impongo di netto, 5-1 al Manchester, 3-1 al Liverpool, 4-2 al Real. Sembra tutto bello. Sembra.

Barcellona-Manchester = 5-1

Tutto liscio, nonfoss’altro per il fatto che sul 4-0 cristiano ronaldo si incazza improvvisamente, prende palla a metà campo e parte come missile terra-aria sulla fascia, tento di fermarlo ma dribbla un mio giocatore ridendo, salta il secondo facendogli una pernacchia, tento col raddoppio di marcatura ma passa in mezzo ai due giocatori come se fossero degli infanti che vedono per la prima volta un pallone, alchè decido di mandarlo in ortopedia ma nulla, evita il mio tackle, entra in area, mette a sedere il portiere con una finta e poi come se non bastasse, solo davanti alla linea, fa segnare il suo compagno che si stava prendendo un caffè totalmente smarcato servendolo con un assist di tacco. Resto 10 minuti a guardare il replay e intravedo pure la madonna sugli spalti che esulta. Tento di dimenticare con l’ultimo goal ma tutto ciò lascierà una cicatrice indelebile.

Barcellona-Liverpool = 3-1

Entro in campo determinato. Determinato a massacrarli, tengo palla per i primi 15 minuti senza che la tocchino o quasi. Ad un certo punto prende palla Torres e contemporaneamente Puyol e Milito entrano in crisi mistica. Lo guardano, adoranti. Provo a prendere il controllo di uno dei due e mi accorgo che è effettivamente crisi mistica, in quanto io gli dico di scattare ma lui lo capisce 1 minuto dopo, esattamente mentre Torres sta esultando sotto la curva per aver segnato. Riprendo a giocare e pareggio con Etò, il quale a 10 secondi dalla fine del primo tempo cade per terra da solo e si infortuna. Entrerà Bojan. Mi stupisco constatando che l’unica riserva che posso schierare in attacco riesca a dribblare con l’elastico ben due giocatori in un metro quadro di campo ma non azzecchi neanche il più elementare dei passaggi di prima. Con qualche difficoltà segno il secondo e poi il terzo goal. Non mancano i momenti di panico, come quando il mio portiere pensa di essere in piscina e si tuffa per parare una caramellina tirata dal solito Torres e per miracolo non subisco il goal oppure quando io dico a Puyol di tirare la palla indietro, verso il portiere, e lui invece capisce di dover tirare un missile in tribuna.

Barcellona-Real Madrid = 4-2

Questa è importante. Questa mi fa capire che alla Konami quando programmano lo fanno sotto effetto di stupefacenti. Il primo gol lo segno con una facilità disarmante nonostante giocassi a campione. Prendo palla con Messi e tiro dritto fino all’area piccola, tiro, goal. Quasi indisturbato, buco la difesa come i grissini col tonno riomare. Il secondo non vuole proprio entrare, qualche miracolo del portiere, qualche errore di troppo ma alla fine Etò insacca. Prima che l’arbitro fischi riesco a segnare il terzo con Henry. Durante l’intervallo il mister deve avere minacciato di morte tutti i giocatori del Real, in quanto tornano in campo col 110% di energia in più. Sono più veloci, sono più tecnici, sono più alti, sono più belli. Acquisiscono la capacità di ipnotizzare. Fanno un doppio passo e i miei difensori cadono per terra storditi. 3-1. Passano due minuti, cross al centro e assito ad un altra crisi mistica: questa volta Abidal guarda sognante il pallone che descrive la sua parabola in aria, io premo i tasti come un indemoniato per tentare di scuoterlo da quel torpore mentale e fisico che lo pervade, lui si commuove parlando con sant’Agostino mentre la palla gli passa davanti la faccia e Raul la colpisce di testa andando a siglare il 3-2. Io bestemmio e lo mando in tribuna senza neanche passare dagli spogliatoi. Dopo il secondo goal il Real si disorienta, io comincio un pressing assurdo ma la palla non vuole saperne di entrare. Messi prende la traversa con un tiro da 30 metri. Etò si ostina a voler segnare in semirovesciata quando colpendola di testa avrebbe potuto segnare 4 volte. I miei esterni impazziscono e dimenticano ogni volta che prendono palla il significato del termine “sovrapposizione”. La difesa regredisce mentalmente all’età di 8 anni e dimentica concetti quali “tenere la posizione” e “no cazzo non andate tutti sul portatore di palla”. Rischio di subire il pareggio ma allo scadere Etò e Messi vengono per un attimo illuminati da luce divina e riesco ad arrivare in porta grazie ad un fulmineo uno-due, sedere il portiere e segnare con un colpo sotto.

Mentre guardo il filmato e aspetto di poter accedere al menù per uscire dal gioco, tento, perplesso, di farmi un opinione sull’ultima fatica della Konami. Di valutare i prò e i contro. Quando guardo l’orologio l’unica cosa che riesco a dire è “ah..”. Ho appena realizzato che sen’è andato mezzo pomeriggio e ho ancora due capitoli di economia che mi aspettano. Maledetta Konami hai vinto un’altra volta, ma era solo una battaglia…

(tratto da una storia vera)

Il dottore continua a dare lezioni…

Ottobre 5, 2008 by flexorulz

Inutile descrivere con parole umane ciò che umano non è.  Otto volte il paradiso… e anche quando si piazza secondo (partendo dalla 12a posizione) è tutto poesia.

vale...otto!

vale...otto!

Si ma ditelo..

Ottobre 4, 2008 by flexorulz

L’altra sera mi trovavo a dover decidere se impiccarmi , studiare, accendere la tv o… basta. Fuori pioveva, di studiare avevo studiato, corda per l’impiccagione non ne avevo, neanche una cintura, quindi giocoforza il cerchio si è ristretto. A rendere il tutto più piacevole scopro che gli unici canali che beccavo erano MTV, Rai3 e un qualche canale locale che trasmetteva un concerto dei Pooh. Metto su MTV, “almeno la uso come radio”, mi son detto. Tra una stronzata e l’altra ecco che appare un tipo dall’aria sicura che lavorava per la ABN e cioè l’Agenzia Brutte Notizie. Molto professionale, una specie di Man in Black che ti si avvicinava e ti comunicava, ad esempio, che il preservativo che indossavi era bucato; si perché le notizie venivano comunicate anche in tempo reale, quindi immaginate una coppietta appartata in macchina che si sente bussare dal finestrino, il ragazzo apre e ti sbuca la testa di questo simpatico tizio che molto allegramente dà l’altrettanto simpatica notizia gettando i due ragazzi nel panico, e dopo di ciò se ne và con nonchalance ma non prima di avergli augurato una buona giornata. Oppure pensate a sto fenomeno che si avvicina a voi mentre fate una sosta con la vostra auto e vi comunica che vi saranno tolti 12 punti dalla patente perché un chilometro prima siete sfrecciati proprio davanti un autovelox ben nascosto, dopodiché vi augura un buon proseguimento di giornata e se ne và felice come uno scolaretto. Questo tanto per fare degli esempi. Ecco, circa due giorni fa, perché mentre io entravo in aula per seguire Diritto Comune non è venuto nessuno a comunicarmi che avevo scelto di seguire la lezione più soporifera fra tutte quelle esistenti nell’universo, seconda forse soltanto alla “teoria della casualità nella caduta dei granelli di polvere non raccolti dal vostro panno swiffer”? Soporifera più di un tranquillante per elefanti sparato in pieno petto. Andava bene anche uno in jeans e maglietta, niente smoking o occhiale da sole allucinante, però cazzo, ditelo..

Ah, sono loro.

..tecnologie avanzate o pummaroru?

Settembre 29, 2008 by flexorulz

Ore 2.00 del mattino: ci si dà appuntamento x le 7 in officina. Minchia ragà, è tardi…dai dai che fra 5 ore tutti in piedi.

Soggetti:
- io;
- “colui” che ridendo riesce a fare più bordello di un 4tempi in fuorigiri;
- l’uomo che sussurrava al tornio
- quello che “io,io..KTM,petra,Rausa,killer,5 zucca,5 maggiu,doppia centralina,z750…”

Alle 7 del mattino in punto, o quasi, spunta quella beneamata testa sbiellata, aka mio fratello di morsimu, aka luciocross! Devo dire con una delicatezza inaspettata, visto che si è astenuto dall’entrarmi in camera impennando. Partiamo per l’officina in modalità immigrati endurizzati, ovvero DUE enduristi vestiti di tutto punto su UNA moto. Ci tengo a precisare che eravamo anche dotati dell’immancabile zaino di Dragon Ball, nostro fedele compagno. Ci toccano una decina di chilometri così, in due su una yz 250f, abbracciati come due innamorati davanti ad un tramonto perchè si fotteva dal freddo (la mattina, non al tramonto). Finalmente arriviamo e posso riabbracciare la mia innamorata, che non aspettandosi questa sorpresa appena mi vede comincia a perdere qualche goccia di miscela per la commozione, io la guardo in modo amorevole e le sussurro “Oggi ti sbirrinio” (che  significa supergiù “oggi ti sfondo”, ma in un modo più grezzo e catastrofico). Momenti di dolcezza. Alla radio dicono che Vale ha vinto a Motegi e ha quindi compiuto l’ottava meraviglia; si preannuncia una giornata memorabile. Si parte e ci si dirige al solito punto di incontro, dove incontriamo tanti altri enduristi pronti a partire…il tempo di fare il pieno, prendere il solito caffettino propedeutico e via, si parte. Destinazione: il bosco di Santo Pietro. Cominciamo con i soliti sterratoni in piano, giusto per scaldarsi, e mi ricordo in un secondo perchè amo andare in moto. Problemi, pensieri, preoccupazioni, tutto via. Solo tu e lei, solo il motore che frulla, odore di miscela bruciata che ti entra nelle narici insieme all’aria fresca, davanti il mondo: e tu ascolti i giri del motore, solo loro, ogni marcia una melodia, senti la piccolina gridare e provi il cambio marcia perfetto, e cominci a buttare dentro la terza, la quarta, la quinta, le stiri, la terra sotto scorre veloce, la moto si incazza, si infuria, grida, l’adrenalina comincia a scorrere, cominciano le mulattiere, cominciano le salite, si tira, l’adrenalina più che scorrere comincia a pervaderti. Libertà: la moto è tutto questo. Poco importa se a volte resterai appeso in qualche salita perchè hai aperto troppo o troppo poco, se non riuscirai a salire quella rampa di scale e non avrai il tempo di riprovare e dentro la tua testa maledirai il fatto di non poterti allenare con una frequenza decente, qualsiasi cosa vale quella sensazione. Qualsiasi sacrificio. Nella vita certe cose te le senti dentro, certe sensazioni ti tengono vivo, e quando le provi ti senti come non mai, senti che è GIUSTO. E’ difficile da descrivere, ma chi l’ha provato lo sa. Questa è una di quelle cose che devi sentire nell’anima prima di tutto, è passione. Ovviamente non c’era il tempo di filosofeggiare su tutto questo quella mattina; meglio pensare a scansare le pietre che venivano lanciate dai tasselli di chi stava davanti e tenere buoni quelli che stavano dietro. Ci si trova pure in piena mulattiera a cambiare la falsamaglia della catena, la quale ha deciso di andarsene simpaticamete affanculo. Fortuna che c’è il mio angelo custode personale e tempo due secondi la catena è bell’e montata, guadagno pure due cavalli alla ruota perchè la falsamaglia apparteneva ad un crf e la mia cara CR si sente più figa. Se non c’era lui mi sa che tornare a casa con la trasmissione wireless sarebbe stato un pò un casino. Intanto tutt’intorno è un tripudio di ktm con scarichi lunghi 6 metri e dal diametro di un cannone (ci potrei infilare dentro la testa)e ad ogni sgasata credo che i rilevatori sismici siciliani segnino attivita sussultoria di quinto o sesto grado della scala richter. In una mulattiera lascio mezzo pistone facendo gli ultimi metri in fuorigiri, felicità. Ovviamente non poteva mancare di perderci nel mezzo del bosco senza sapere dove cazzo stavamo andando, provando e riprovando sentieri; alla fine affianchiamo un gruppo di fuoristradisti con i 4×4 e grazie alle loro indicazioni, barattate con una bottiglia d’acqua, riusciamo a ritrovare la retta via. Ok, da qui in poi “se sei incerto tieni aperto”. Ci si ritrova tutti al bar, mentre bevo finalmente un pò d’acqua sento uno di noi che si rivolge ad un gruppo di amici che parlavano di non so cosa riguardo alle loro moto: “..ma state parrannu ri tecnologie avanzate o ri pummaroru?” Mentre tento di riprendermi dall’arresto cardiaco causato dalle risate penso che questa domenica mi ci voleva proprio, bisognava staccare un pò la spina, in compagnia di gente che parla di mulattiere impossibili, scarichi akrapovich, motocavalcate e pranzi pantagruelici. Comincia la strada del ritorno, ed è tutta a gas aperto. Non c’è tempo per pensare neanche alla stanchezza, ci si mette in coda e via nell’iperspazio: in confronto l’Enterprise è un carrello della spesa. Nei pochi tratti asfaltati c’è sempre qualcuno che tenta di battere il record del mondo in impennata. A casa, dopo una giornata così, mi viene solo da pensare che alla fin fine è vero che non può piovere per sempre.
Ma oggi se pioveva era meglio, minchia polvere.

Degna conclusione di un estate con i miei due fratelli (il terzo era a letto infebbrato purtroppo); con uno sbarrachiamo(1) da tempo, con l’altro si sbarraca da poco. Frega un cazzo, sempre fratelli sono, lo capisci dal fatto che dentro si è fatti della stessa pasta, ops, miscela…

(1): termine tecnico traducibile per i comuni mortali con “dare gas”, generalmente usato in riferimento ad accelerazioni allucinanti.